Crisi di coppia dopo l’arrivo di un figlio? Si grazie

scritto da Roberta

Non sono qui per elencarvi i “10 errori da non fare nella vita di coppia dopo l’arrivo di un bebè” anche perché di sicuro ne avrò fatti almeno 11. E poi il web è pieno di questo tipo di articoli. Studi sulla psicologia di coppia, consigli e cliché a non finire. Quindi se è questo che state cercando non continuate a leggere. Uscite da questa pagina e cercate da qualche altra parte. Se invece avete deciso di continuare a leggere vi dico che anche io come voi mi sono trovata nella stessa situazione.

E l’ho fatto. Come voi ho digitato su google “crisi di coppia dopo un figlio” trovando solo articoli come “lo studio dello scienziato/psicologo/professore di Oxford su come mantenere acceso il rapporto con il partner.” Lo scienziato tutto matto mi consiglia di comprare intimo sexy e farmi trovare su un letto di petali di rose Damascene del Kazanlik ricoperta di cioccolato fuso. Ma lo scienziato/psicologo/professore di Oxford alias scienziato tutto matto non è una mamma, quindi non potrà mai sapere quello che ci frulla nelle nostre testoline spettinate nei primi periodi della maternità. Magari non ha nemmeno una moglie/compagna/fidanzata e come minimo non ha figli, quindi non può conoscere determinate dinamiche familiari. Allora perché cavolo avrei dovuto ascoltarlo?

Io non vi dirò quello che non dovrete fare (chi sarei io per dirvelo?) ma vi dirò quello che avrei dovuto fare io, quello che avrebbe dovuto fare mio marito e che talvolta ha fatto (ecco perché è ancora vivo).

Avrei dovuto: Rilassarmi

Ero sempre in ansia, sempre nervosa, sempre sull’allerta e questo inevitabilmente ricadeva sul rapporto con mio marito. Ogni occasione era buona per litigare perché io che passavo tutto il giorno in casa con la bimba (che era una piccola belva in tuta di ciniglia rosa) accumulavo stress che poi al suo ritorno la sera dal lavoro sfogavo. E lui che giustamente era stanco tante volte lasciava perdere e stava semplicemente zitto. Così mi ritrovavo a rimbalzare da sola come una pallina impazzita nella stanza e questo mi creava solo più frustrazione.

Consiglio per lui: Dialoga. Anche se sei stanco. Anche se la donna che avevi sposato da essere un bocciolo di rosa si trasforma improvvisamente in un kraken mangia uomini. Non fate finta di niente, non isolatevi ma parlate anche voi delle vostre emozioni e di come vi sentite. Chiedile se puoi fare qualcosa per farla sentire meglio e per darle una mano. E anche se al tuo umile tributo di aiuto lei ti strapperà il cuore, lo masticherà, lo sputerà e ci ballerà sopra ricordati che l’ami e lei ama te e che tutto passerà. Ma tu non smettere mai di esserci. Anche solo per sentire per la trecentesima volta quanto le facciano male i capezzoli.

Avrei dovuto: Chiedere una mano

Non c’è niente di male a chiedere una mano. Ma prima mi sentivo in dovere di riuscire a fare tutto da sola, dalla gestione e la pulizia della casa (Che con due cani non è proprio una passeggiata!) al prendermi cura della bimba. Ma in questo modo non riuscivo a ritagliare del tempo per stare con mio marito, per farci due chiacchiere guardandolo negli occhi e riscoprire quanto può essere bello stare insieme. Nessuno più di me, che da quando ho visto per la prima volta la mia bimba mi sono trasformata in “mamma orsa“ (annessa stazza e peli), può capire quanto può essere difficile lasciare la propria prole per qualche ora a qualcun altro… Ma avrei dovuto farlo! Però nella mia testa c’erano sempre mille scuse. Con il fatto che passava 18 ore su 24 attaccata al mio seno (ormai ero diventata il suo ciuccio parlante) avevo paura che se l’avessi lasciata dai nonni avrebbe pianto cosa che sicuramente avrebbe fatto ma sarebbe bastato farle fare una bella poppata e lasciarla lì lo stesso. Non avrebbe pianto per fame e i nonni avrebbero saputo sicuramente come distrarla e consolarla.

Consiglio per lui: Fallo. Falle fare una doccia, falle mettere il suo vestito più bello e portala a cena fuori. Non importa dove, anche un panino al Mc drive mangiato in macchina fra risatine e mani unte farà bene alla coppia. Prendi iniziativa e sii convinto e tenace. Non puoi semplicemente chiederle “ti va di lasciare la bimba ai nonni e andare a mangiare fuori?” E non pretendere che non si risvegli di nuovo il kraken. Noi donne non siamo così semplici e lineari altrimenti saremo state uomini no? Vedere il tuo impegno nell’organizzare un’uscita le farà capire quanto sia importante anche per te passare del tempo insieme. E dopo che avrete lasciato il bambino, rassicurala. Falle capire che non c’è nulla di male, che non è egoismo ma solo un ora tutta per voi. Falle capire che il bimbo starà bene e dille che insieme manderete un messaggio ogni 15 minuti per chiedere se è tutto ok. Lo so cosa stai pensando… che fatica! Si lo ammetto starci dietro è faticoso ma credo di parlare a nome di tutte le donne quando dico che dopo la nascita del primo figlio passiamo un periodo di enorme fragilità e insicurezza ma tranquillo, ritorneremo a far tremare la terra.

AVREI DOVUTO: RENDERE PIÙ PARTECIPE MIO MARITO

Parliamoci chiaro in linea di massima noi donne quando diventiamo mamme siamo istintivamente pronte ad accudire un bambino sia sul piano fisico che su quello psicologico. Un uomo lo è un po’ meno. E prendergli tutte le volte il bambino dalle braccia e dire “faccio io” non lo aiuterà a migliorarsi ma lo farà sentire solo escluso. Mi sono comportata così nei confronti di mio marito per quasi sei mesi dalla nascita della bambina, involontariamente non gli permettevo di cimentarsi nell’accudirla. Mi sento molto in colpa a non avere avuto più pazienza con lui. Avrei dovuto prendere tutto con più leggerezza e ridere del suo fare goffo e dei suoi conati di vomito al cambio pannolino. Avrei dovuto lasciarlo fare con i suoi tempi e i suoi modi invece di prendere subito in mano le redini e metterlo da parte.

Consiglio per lui: Non te la prendere. Immagino sia dura provare a fare qualcosa ed essere sempre fermato e trattato un po’ come un inetto ma sii paziente e quando ti succede non fare l’offeso andandotene in altra stanza a guardare la tv ma rimani lì. Resta con lei e con il tuo bambino. Dille “ah ok questo si fa così” ma non per farla contenta. Guarda davvero quello che fa la mamma e apprendi. Dille chiaramente che quello è anche il tuo bambino è che sei felice di imparare a prenderti cura di lui.

Secondo consiglio per lui: io ho parlato della mia esperienza, dove mio marito ci provava perché voleva essere presente e io non glielo permettevo. Ma ci sono anche uomini che non ci provano nemmeno perché “è una cosa da mamme” se rientri in questa categoria… Datti una svegliata! Non so se ti sei reso conto ma tu e la tua lei avete messo al mondo una creatura e non è proprio una cosa da nulla. E siccome quando l’avete concepita eravate in due (e vale anche se sei durato 5 minuti), dovrete essere in due a prendervene cura. Troppo impegnativo per te? Avresti dovuto prendere un pesce rosso e tenere l’uccellino in gabbia.

AVREI DOVUTO: ESSERE PIÙ SICURA DI ME

Il post parto è anche quel periodo dove ti senti brutta. Orribile. Insomma ho passato tutta la gravidanza a sentirmi ripetere “come stai bene!” “Sei così ragggggggiante” “sei un fiore” che in pratica me ne ero convita. Mi sentivo veramente bene con quel pancione. E dopo è sparito lasciando spazio ad una specie di zavorra molliccia. E poi non avevo davvero mai tempo per me stessa. Le docce duravano 45 secondi e quando non ero a tette al vento la mia mise più sexy era composta dalla felpa gialla di Winnie the Pooh e i pantaloni in tuta sbiaditi, avete presente quel tipo di tuta veramente brutta ma che ti dispiace buttar via perché comoda da morire? Quel tipo di tuta comprata sicuramente in un momento pazzo di shopping pre-ciclo. Che se per caso passavo davanti al televisore mentre era su Real Time, Enzo Miccio sarebbe uscito fuori dalla schermo e mi avrebbe sicuramente riempita di botte. E avrebbe fatto bene. Perché quella non ero io. No che prima fossi una modella di Victoria Secret ma mi piacevo. Non tutti i giorni, sono pur sempre una donna. Ma in linea di massima (a giorni alterni) stavo bene con me stessa. E questo mi conferiva sicurezza in me e di conseguenza anche nella mia relazione. Sono sempre stata gelosa di mio marito. È nella mia indole. Ma dopo il parto la mia gelosia è cresciuta a dismisura. Ero arrivata veramente a stremarlo. Anche un semplice ritardo mi faceva pensare a chissà quale scenario di adulterio! Sono arrivata a fare scenate ai limiti della pazzia (sono sempre stata molto teatrale). E anche a pensare a missioni da fare stile FBI (è questo argomento merita davvero un articolo a parte!). E lui poverino, non capiva. Perché in realtà non c’era niente da capire. Perché era tutto nella mia testa. E quindi giù di litigi, tensione e silenzi. Proiettavo su di lui le mie insicurezze. Non avrei dovuto trascurarmi ma non per lui, per me. Odio quegli articoli dove suggeriscono alle donne di essere sempre perfette e in ordine perché altrimenti il vostro uomo andrà a cercare altrove. Sicuramente li scrivono gli amici del prof di Oxford. Idioti. L’amore va oltre i pantaloni della tuta messi dentro ai calzini. E se l’uomo “cerca altrove” non è di sicuro per quello che indossi. Ma perché è uno stronzo.

Consiglio per lui: Diglielo! Pensarlo non basta. Diglielo sempre che è bella. Nella maggior parte dei casi voi uomini siete più riservati a livello emozionale e meno inclini ai complimenti ma ora fai uno sforzo. Fai un piccolo esercizio: ogni giorno dille qualcosa che ti piace di lei… i suoi occhi, i capelli, il modo in cui parla al cellulare, o quando alza gli occhi al cielo (anche le tette sono incluse nei possibili complimenti).

Secondo consiglio per lui: Non nasconderle mai niente per paura che si arrabbi. Tanto lei in un modo o nell’altro lo scoprirà. Una cosa piccola e insignificante per te può diventare un iceberg per lei che nella sua testa penserà che se gliel’hai nascosta ci sia qualcosa dietro. Te lo ricordi il kraken? L’avrai liberato un altra volta ma a questo giro avrà anche una pala… per nascondere il corpo. Il tuo.

Per concludere, l’arrivo della bimba ha messo a dura prova la relazione con mio marito. La maternità non mi ha resa una persona diversa ma ha solo amplificato il mio carattere che già non essendo propriamente facile gli ha dato filo da torcere. Ma l’amore è anche questo: accertarsi, venirsi incontro e avere pazienza. Una volta superato tutto e aver preso la piena coscienza che non eravamo più un duo ma un magnifico trio, tutto ha trovato il suo equilibrio e il nostro legame è diventato più forte di prima. Sempre insieme, sempre io e lui ma con un nuovo membro attivo del nostro club di pazzoidi chiamato famiglia (compresi i due cani, anche loro sono piuttosto pazzi).